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venerdì 20 febbraio 2026

PREFAZIONE LIBRO: "Lascio che la vita faccia da sé..." DI BRUNO NAVONI (ITA-ENG-FRA)

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PREFAZIONE LIBRO: "Lascio che la vita faccia da sé..." DI BRUNO NAVONI 
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Sono vari i modi di leggere le poesie? Vero. Il più importante dovrebbe essere quello letterario, che risponde alla semplice domanda: c’è bellezza letteraria in quel che scrive un autore? Se la risposta è positiva poi si entra nelle questioni tematiche o in quelle dei gusti di chi legge, e in questa prefazione diremo anche di questo.
Il modo in cui scrive Natalia Castelluccio, il suo modo di trattare il cuore, i sentimenti, la realtà quotidiana, gli eccessi e le cadute della vita, hanno qualcosa che richiama però un’altra disciplina. Va oltre la letteratura (che rimane la sua forma espressiva), ma c’è anche da rilevare una cifra stilistica di tipo antropologico. E allora come potremmo avvicinare le poesie della Castelluccio? Unendo antropologia e letteratura. Un modo per porre domande sui bisogni della Specie e una visione sentimentale delle parole da usare.
Quando leggo le sue poesie, penso a un’antropologa dei sentimenti. Qualcosa che ha a che fare col primitivo o in un certo senso selvaggio. Attenzione, come ha fatto notare Levy-Strauss, il pensiero selvaggio non è il pensiero dei selvaggi (cioè, in modo brutale, di chi non dovrebbe essere in grado di pensare e di dare quindi un nome ai vari aspetti del reale)…quel pensiero funziona secondo uno schema diverso, da quello scientifico, anche se è un pensiero ordinato, classificatorio, immediato…e possiamo, uscendo poi dalle riflessioni strutturali dell’antropologia, parlare del pensiero dei sentimenti capace di conoscere e nominare le cose…qualcuno l’ha chiamata intelligenza emotiva…e senza, rischiamo di trovarci nel campo della cecità affettiva…
Appunto l’immediatezza è il concetto da recuperare nelle poesie di Natalia Castelluccio. Trovate le parole per spiegare un’emozione, un sentimento, un desiderio, un piacere, una sofferenza, una perdita, queste cose vengono raccontate con le parole più dirette. Eliot e Montale (il secondo pare abbia preso dal primo) direbbero che è necessario passare prima dal correlativo oggettivo per ‘alzare il livello poetico’…salvo poi doverlo interpretare e spiegare, spiegare perché quella parola e non un’altra…si può far poesia anche senza, se quello che scrivi vi sequestra linguisticamente…un linguaggio che vi crea intorno un mondo fatto di cose…spesso a scuola s’è fatto l’esempio della poesia (Bagni di Lucca) che Montale corregge dopo qualche anno, aggiustandola appunto col correlativo oggettivo…la poesia del 1933 si chiudeva così: “Marmi, rameggi e tu/gioventù a capofitto/nel fossato/Passa l’ultimo uomo nella nebbia/ del suo fiato”…sei anni dopo la corregge così: “Marmi, rameggi/ed uno scrollo giù/foglie a elice, a freccia,/nel fossato/Passa l’ultima greggia nella nebbia/ del suo fiato”…infatti devo dire che io preferisco la prima versione…più cruda e immediata…
 …ricordando l’esempio di Montale…Karl Kraus replicherebbe così: “Adoperare parole inusuali è un atto di maleducazione letteraria” …
E tutto questo per arrivare a dire con Umberto Eco: Lector in fabula…in altre parole c’è chi scrive e chi legge…davanti a un testo poetico, il lettore fa riferimento non solo alla propria cultura, ma anche al modo in cui ‘quella’ cultura (quella del lettore) interpreta, racconta e sente la vita…quello che prosaicamente chiamiamo gusto…
Un altro esempio. Prendiamo due righe di una lettera (6 gennaio 1939) di Eric Maria Remarque a Marlene Dietrich… “…penso che oggi già di nuovo ti sono più utile e che forse te ne rallegrerai se porto con me anche questo giorno”…va da sé che Remarque sta pensando alla Dietrich ‘dentro’ quel giorno, come fossero insieme…e ora un pezzo di una poesia che fa così: “Ti porto con me lunedì/ti porto con me martedì/anche mercoledì e venerdì/fino a quando finisce la settimana/ah, ok, e perché giovedì, no?/ma vuoi sempre proprio tutto/a che ora passo giovedì?”…altro che correlativo oggettivo…potrei spacciarla per poesia di Bukowski per un po’ per vedere le reazioni, poi dovrei dire che è un testo mio…Castelluccio tratta tutto con un modo diretto, non alza la vita a poesia, porta la poesia nella vita. 
Qualcuno di fronte alla poesia di apertura potrebbe subito farmi notare che è una metafora alta. E quindi pormi la domanda: dov’è ‘la vita in diretta’? ... Vero, ma come possono volare gli angeli che hanno le ali spezzate? Non riusciranno più. Che fare, allora? Guardali lì, ora, ora che hanno preso coscienza: camminano insieme. Hanno sostituito il lirismo del volo celestiale, con la concretezza del tenersi per mano. Funziona così la vita di due cuori. Procedono insieme. Aiutandosi. Ma…ma con la prima poesia siamo già entrati nel quotidiano. E che succede? Di tutto, come s’è già specificato: la paura di non farcela più e il desiderio di ricominciare. Gli sgarbi, le trappole, il male di cui la vita è generosa e che ti fa dire:
 Non ho più bisogno neanche di te
 Lascio che la vita faccia da sé
 …e subito dopo, in Abbracciamoci di nuovo, “Non potrei mai chiuderti il mio cuore/Visto che di te, nel sangue, ne ho il sapore”, ritroviamo la voglia di battersi, perché è dentro di noi quel calore che ci permette di continuare. Un calore o un veleno, dal momento che sottotraccia nella narrazione, e con chiarezza, ancora la Castelluccio, gli anni passano e non ci fanno giustizia, ma possiamo, senza comunque sentirci sconfitti, abbracciarci ancora, perché non abbiamo detto addio, e quindi non ci siamo mai persi completamente, ma lasciamolo dire a lei, lei che porta la poesia nella vita:
 Senza un Addio e senza un Ritorno
 Abbracciamoci di nuovo…
Tutta la silloge, la seconda di cui mi onoro di fare la presentazione, è costruita sui temi quotidiani: quello della lontananza e del non volersi perdere; tema dell’amore che è croce e delizia, come direbbe Sandro Penna; abbiamo poi l’elogio della donna, della libertà; l’amore come dono (Dopo il tuo amore…/La mia vita/Non avrà bisogno di altro) e il tema dell’erotismo. Qualcosa che squarcia, travolge, e ti carica di piacere senza posa:
 
Sensi…
Schiavitù di vizi, passioni e diletti
Sensi…
Schiavitù piena di magia e sensata follia
Sensi…
Schiavitù di parole dette in letti disfatti
Sensi…
Schiavitù di una nuova esistenza senza rimpianti
Sensi…
Schiavitù di incontri semplici, casuali e fatali
Sensi…
Schiavitù di cui non posso farne a meno
Sensi…
Schiavitù di un vissuto di cui ne è valsa la pena 

Anche questo è un inno alla bellezza. Certo. Ma è un trionfo del corpo sulla vita? Attenzione, è una musica che accompagna: a volte è un rifugio, altre è finalmente gioia a cielo aperto.
C’è disfatta nella vita, e troverete, come in Senza scintille, l’amarezza di dover affermare che Alla fine la nostra bella storia/Resta solo nei ricordi vissuti/E un passato già troppo remoto. Ci può essere dunque disfatta? Nessuno può negarlo, ma, sentite qui:
 Matta sono io
 Matto sei tu
 E se sarò una ventosa sul tuo corpo… 
 È perché tu già sarai un tatuaggio sul mio
 
Ricordate l’inizio di angeli con le ali spezzate? Ecco, quegli angeli sono ancora uniti.
 A me non rimane che augurarvi buona lettura, con un ultimo suggerimento-guida: Giorgio Cesarano aveva definito l’amore “…come un reciproco sequestro di persona”. Ecco, se qualcuno volesse ‘pesare’ la bontà di quest’altra definizione dell’amore (ce ne sono tantissime), leggendo le poesie di Natalia scoprirebbe quanto c’è di quello che si dovrebbe sapere sulla carnalità emotiva di quel sentimento, e quanto la definizione di Cesarano abbia trovato, in qualche modo, una buona interprete. 
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BOOK PREFACE: "I Let Life Do Itself..." BY BRUNO NAVONI 
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Are there various ways to read poetry? True. The most important should be the literary one, which answers the simple question: is there literary beauty in what an author writes? If the answer is positive, then we enter into thematic questions or those of the tastes of the reader, and in this preface we will also talk about this.
The way Natalia Castelluccio writes, her way of dealing with the heart, feelings, daily reality, the excesses and falls of life, have something that recalls another discipline. It goes beyond literature (which remains its expressive form), but there is also an anthropological stylistic figure to be noted. So how could we approach Castelluccio's poems? By uniting anthropology and literature. A way of asking questions about the needs of the Species and a sentimental vision of the words to use.
When I read her poems, I think of an anthropologist of feelings. Something that has to do with the primitive or in a certain sense wild. Be careful, as Levy-Strauss pointed out, wild thought is not the thought of savages (that is, in a brutal way, of those who should not be able to think and therefore give a name to the various aspects of reality) ... that thought works according to a different scheme, from the scientific one, even if it is an ordered, classificatory, immediate thought ... and we can, then leaving the structural reflections of anthropology, talk about the thought of feelings capable of knowing and naming things ... someone has called it emotional intelligence ... and without it, we risk finding ourselves in the field of affective blindness ... 
Precisely immediacy is the concept to recover in the poems of Natalia Castelluccio. Find the words to explain an emotion, a feeling, a desire, a pleasure, a suffering, a loss, these things are told with the most direct words. Eliot and Montale (the second one seems to have taken after the first one) would say that it is necessary to first go through the objective correlative to ‘raise the poetic level’… except then having to interpret and explain it, explain why that word and not another… you can make poetry even without it, if what you write linguistically sequesters you…
a language that creates a world made of things around it… often at school the example of the poem (Bagni di Lucca) that Montale corrects after a few years, adjusting it with the objective correlative… the poem from 1933 ended like this: “Marmi, ramiggi e tu/gioventù a testa di testa/nel digato/Passes the last man in the fog/of his breath”… six years later he corrects it like this: “Marmi, ramiggi/and a shake down/leaves shaped like a helix, like an arrow,/in the ditch/Passes the last flock in the fog/of his breath”… in fact I must say that I prefer the first version… more crude and immediate…
…remembering Montale’s example…Karl Kraus would reply like this: “Using unusual words is an act of literary rudeness” …
And all this to get to say with Umberto Eco: Lector in fabula…in other words there are those who write and those who law…in front of a poetic text, the reader refers not only to his own culture, but also to the way in which ‘that’ culture (that of the reader) interprets, tells and feels life…what we prosaically call taste…
Another example. Let's take two lines from a letter (January 6, 1939) by Eric Maria Remarque to Marlene Dietrich... "... I think that today I am already more useful to you and that perhaps you will be happy if I take this day with me too"... it goes without saying that Remarque is thinking of Dietrich 'inside' that day, as if they were together... and now a piece of a poem that goes like this: "I'll take you with me on Monday/I'll ​​take you with me on Tuesday/Wednesday and Friday too/until the week ends/ah, okay, and why Thursday, right?/but do you always want everything/what time am I spending Thursday?"... more than an objective correlative... I could pass it off as a poem by Bukowski for a while to see the reactions, then I would have to say that it is my text... Castelluccio deals with everything directly, he doesn't elevate life to poetry, he brings poetry into life. Someone faced with the opening poem could immediately point out to me that it is a lofty metaphor. And then I ask myself: where is ‘living life’? ... True, but how can angels fly with broken wings? They will no longer be able to do so. What to do, then? Look at them there, now, now that they have become aware: they walk together. They have replaced the lyricism of celestial flight with the concreteness of holding hands. This is how the life of two hearts works. They proceed together. Helping each other. But… but with the first poem we have already entered everyday life. And what happens?Of everything, as already specified: the fear of not being able to do it anymore and the desire to start again. The insults, the traps, the evil that life is generous with and that makes you say:
I don't even need you anymore
I'll let life do its thing
...and immediately after, in Abbracciamoci di nuovo, "Non posso mai chiusi il mio cuore/Visto che di te, nel sangue, ne ho il gusto", we find the desire to fight again, because it is within us that warmth that allows us to continue. A warmth or a poison, since under the surface of the narration, and with clarity, Castelluccio again, the years pass and do not do us justice, but we can, without feeling defeated, embrace each other again, because we have not said goodbye, and therefore we have never completely lost each other, but let's leave it to her to say it, she who brings poetry into life:
Without a Goodbye and without a Return
Let's embrace each other again...
The entire anthology, the second of which I am honored to present, is built on everyday themes: that of distance and of not wanting to lose each other; the theme of love that is a cross and a delight, as Sandro Penna would say; then we have the praise of women, of freedom; love as a gift (After your love.../My life/Will not need anything else) and the theme of eroticism. Something that tears, overwhelms, and loads you with pleasure without rest:

Senses…
Slavery of vices, passions and delights
Sens…
Slavery full of magic and sensible madness
Sens…
Slavery of words spoken in unmade beds
Sens…
Slavery of a new existence without regrets
Sens…
Slavery of simple, casual and fatal encounters
Sens…
Slavery I cannot do without
Sens…
Slavery of an experience that was worth it

This too is a hymn to beauty. Of course. But is it a triumph of the body over life? Be careful, it is a music that accompanies: sometimes it is a refuge, other times it is finally open-air joy.
There is defeat in life, and you will find, as in Senza sparkille, the bitterness of having to affirm that In the end our beautiful story/Remains only in the memories lived/And a past already too remote. Can there therefore be defeat? No one can deny it, but, listen to this:
I am crazy
You are crazy
And if I will be a suction cup on your body…
It is because you will already be a tattoo on mine

Remember the beginning of angels with broken wings? Here, those angels are still united.
All that remains for me to do is wish you a good read, with one last suggestion-guide: Giorgio Cesarano had defined love "... as a mutual kidnapping". Here, if someone wanted to 'weigh' the goodness of this other definition of love (there are so many),reading Natalia's poems, he would discover how much there is of what should be known about the emotional carnality of that feeling, and how Cesarano's definition has found, in some way, a good interpreter.
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PRÉFACE DU LIVRE : « Je laisse la vie faire son œuvre... » PAR BRUNO NAVONI 
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Existe-t-il différentes manières de lire des poèmes ? Réel. Le plus important devrait être le côté littéraire, qui répond à la question simple : y a-t-il une beauté littéraire dans ce qu’écrit un auteur ? Si la réponse est oui, alors nous entrons dans des questions thématiques ou celles des goûts du lecteur, et dans cette préface nous en parlerons également.
La façon dont Natalia Castelluccio écrit, sa façon d’aborder le cœur, les sentiments, la réalité quotidienne, les excès et les chutes de la vie, a quelque chose qui rappelle une autre discipline. Cela va au-delà de la littérature (qui reste sa forme expressive), mais il y a aussi une particularité stylistique anthropologique à noter. Alors comment pourrions-nous aborder les poèmes de Castelluccio ? Combiner anthropologie et littérature. Une façon de poser des questions sur les besoins de l'Espèce et une vision sentimentale des mots à utiliser.
Quand je lis ses poèmes, je pense à une anthropologue des sentiments. Quelque chose qui a à voir avec le primitif ou, dans un certain sens, le sauvage. Attention, comme l’a souligné Lévy-Strauss, la pensée sauvage n’est pas la pensée des sauvages (c’est-à-dire, de manière brutale, de ceux qui ne devraient pas pouvoir penser et donc donner un nom aux différents aspects de la réalité)… que la pensée fonctionne selon un schéma différent, du schéma scientifique, même s’il s’agit d’une pensée ordonnée, classificatoire, immédiate… et nous pouvons alors, en sortant des réflexions structurelles de l’anthropologie, parler de la pensée des sentiments capables de connaître et de nommer les choses… quelqu’un l’a appelée intelligence émotionnelle… et sans elle, nous risquons de nous retrouver dans le champ de la cécité affective…
L’immédiateté est précisément le concept à retrouver dans les poèmes de Natalia Castelluccio. Trouvez les mots pour expliquer une émotion, un sentiment, un désir, un plaisir, une souffrance, une perte, ces choses sont dites avec les mots les plus directs. Eliot et Montale (le deuxième semble avoir pris le relais du premier) diraient qu’il faut d’abord passer par le corrélatif objectif pour « élever le niveau poétique »… sauf qu’il faut ensuite l’interpréter et l’expliquer, expliquer pourquoi ce mot-là et pas un autre… on peut faire de la poésie même sans, si ce que l’on écrit nous séquestre linguistiquement…
un langage qui crée un monde fait de choses qui vous entourent… souvent à l’école on donnait l’exemple du poème (Bagni di Lucca) que Montale corrigea après quelques années, en l’ajustant avec le corrélatif objectif… le poème de 1933 se terminait ainsi : « Marmi, ramiggi e tu/gioventù a testafino/nel dittato/Passes the last man in the fog/of his breath »… six ans plus tard il le corrigea ainsi : « Marmi, ramiggi/and a shake down/leaves shaped like a spiral, like an arrow,/in the ditch/Pass the last flock in the fog/of his breath »… en fait je dois dire que je préfère la première version… plus brute et immédiate…
 …se rappelant l’exemple de Montale…Karl Kraus répondrait ainsi : « Utiliser des mots inhabituels est un acte de grossièreté littéraire »…
Et tout cela pour arriver à dire avec Umberto Eco : Lector in fabula… autrement dit il y a quelqu’un qui écrit et quelqu’un qui lit… devant un texte poétique, le lecteur se réfère non seulement à sa propre culture, mais aussi à la manière dont « cette » culture (celle du lecteur) interprète, raconte et ressent la vie… ce que nous appelons prosaïquement le goût…
Un autre exemple. Prenons deux lignes d'une lettre (6 janvier 1939) d'Eric Maria Remarque à Marlene Dietrich... "... Je pense qu'aujourd'hui je te suis déjà plus utile et que peut-être tu seras heureuse si j'emporte aussi cette journée avec moi"... il va sans dire que Remarque pense à Dietrich 'à l'intérieur' ce jour-là, comme s'ils étaient ensemble... et maintenant un morceau d'un poème qui dit ceci : "Je t'emmènerai avec moi lundi/Je t'emmènerai avec moi mardi/Mercredi et vendredi aussi/jusqu'à la fin de la semaine/ah, d'accord, et pourquoi jeudi, non ?/mais tu veux toujours tout/Quel temps est-ce que je passe jeudi ?"... plus qu'un corrélatif objectif... Je pourrais le faire passer pour un poème de Bukowski pendant un moment pour voir les réactions, alors je devrais dire que c'est mon texte... Castelluccio traite de tout de manière directe, il n'élève pas la vie à la poésie, il fait entrer la poésie dans la vie. Quelqu’un, confronté au poème d’ouverture, pourrait immédiatement me faire remarquer qu’il s’agit d’une métaphore élevée. Et puis je me demande : où est « vivre la vie » ? ...C'est vrai, mais comment les anges peuvent-ils voler avec des ailes brisées ? Ils ne pourront plus le faire. Que faire alors ? Regardez-les là, maintenant, maintenant qu’ils ont pris conscience : ils marchent ensemble. Ils ont remplacé le lyrisme du vol céleste par le concret de se tenir la main. Voilà comment fonctionne la vie de deux cœurs. Ils procèdent ensemble. S'entraider. Mais… mais avec le premier poème, nous sommes déjà entrés dans la vie quotidienne. Et que se passe-t-il ?De tout, comme déjà précisé : la peur de ne plus pouvoir supporter et l'envie de recommencer. Les insultes, les pièges, le mal dont la vie est généreuse et qui vous fait dire :
 Je n'ai même plus besoin de toi
 Je laisse la vie prendre soin d'elle-même
 …et immédiatement après, dans Abbracciamoci di nuovo, « Non posso mai chiusi il mio cuore/Visto che di te, nel sangue, ne ho il sapori », nous retrouvons l’envie de lutter, car c’est en nous cette chaleur qui nous permet de continuer. Une chaleur ou un poison, car sous la surface du récit, et avec clarté, toujours Castelluccio, les années passent et ne nous rendent pas justice, mais nous pouvons, sans nous sentir vaincus, nous embrasser à nouveau, car nous ne nous sommes pas dit au revoir, et donc nous ne nous sommes jamais complètement perdus, mais laissons-la le dire, elle qui donne vie à la poésie :
 Sans au revoir et sans retour
 Serrons-nous à nouveau dans nos bras…
L'ensemble de la collection, la deuxième que j'ai l'honneur de présenter, est construit sur des thèmes du quotidien : celui de la distance et de ne pas vouloir se perdre ; thème de l'amour qui est à la fois une bénédiction et une malédiction, comme dirait Sandro Penna ; puis nous avons l’éloge des femmes, de la liberté ; l'amour comme cadeau (Après ton amour…/Ma vie/N'aura besoin de rien d'autre) et le thème de l'érotisme. Quelque chose qui vous déchire, vous submerge et vous remplit de plaisir sans interruption :

Les sens…
L'esclavage des vices, des passions et des plaisirs
Les sens…
L'esclavage plein de magie et de folie sensée
Les sens…
L'esclavage des mots prononcés dans des lits défaits
Les sens…
L'esclavage d'une nouvelle existence sans regrets
Les sens…
L'esclavage des rencontres simples, fortuites et fatales
Les sens…
L'esclavage sans lequel je ne peux pas vivre
Les sens…
L'esclavage d'une vie qui en valait la peine 

C'est aussi un hymne à la beauté. Certain. Mais est-ce un triomphe du corps sur la vie ? Attention, c'est la musique qui accompagne : parfois c'est un refuge, d'autres fois c'est enfin la joie à ciel ouvert.
Il y a des défaites dans la vie, et vous trouverez, comme dans Senza sparkille, l'amertume de devoir affirmer qu'à la fin notre belle histoire/Ne reste que dans les souvenirs vécus/Et un passé déjà trop lointain. Peut-il y avoir une défaite alors ? Personne ne peut le nier, mais écoutez ceci :
 je suis fou
 Tu es fou
 Et si j'ai un faible pour ton corps... 
 C'est parce que tu seras déjà un tatouage sur le mien
 
Vous vous souvenez du début d'Anges aux ailes brisées ? Voici que ces anges sont toujours unis.
 Il ne me reste plus qu’à vous souhaiter une bonne lecture, avec un dernier conseil : Giorgio Cesarano avait défini l’amour comme « …un enlèvement mutuel ». Ici, si quelqu'un voulait « peser » la bonté de cette autre définition de l'amour (il y en a beaucoup),En lisant les poèmes de Natalia, il découvrirait combien il y a de choses à savoir sur la charnalité émotionnelle de ce sentiment, et comment la définition de Cesarano a trouvé, d'une certaine manière, un bon interprète.




sabato 14 febbraio 2026

POESIA OSPITE: AL MIO INFINITO AMORE (ITA-ENG-FRA)

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Salve amici
Oggi come poesia ospite,ne abbiamo una dedicata alla mamma, visto che ci avviciniamo anche a questa festa.
Poesia di Eleonora,ci offre una amorevole dedica alla mamma ed io condivido con il cuore.
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AL MIO INFINITO AMORE  
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Mamma sono anni che mi hai lasciata 
anche se per me... sono solo minuti 
Mamma eri la luce dei miei occhi
Gioia,Amore e vita...
Tutto il mio mondo!
La tua assenza lascia un vuoto incolmabile 
e giorno dopo giorno...
Mi manchi sempre più 
la mia vita non ha più senso.
Non so più cosa fare, 
il mio cuore sembra fermo.
Oggi è la tua festa 
Vorrei averti con me, darei la mia vita,
anche per un solo attimo insieme a te.
Mamma Ti Amo!
Non mi stancherò mai di dirlo 
e il tuo solo ricordo è la mia forza 
Mamma Vita Mia 
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Hello friends
Today, as our guest poem, we have one dedicated to Mom, as we're approaching this holiday.
A poem by Eleonora offers us a loving dedication to Mom, and I share it wholeheartedly.
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TO MY INFINITE LOVE
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Mom, it's been years since you left me
even if for me... they're only minutes
Mom, you were the light of my eyes
Joy, Love, and Life...
My whole world!
Your absence leaves an unfillable void
and day after day...
I miss you more and more
my life has no meaning anymore.
I don't know what to do anymore,
my heart seems to stop.
Today is your holiday
I wish I had you with me, I would give my life,
even for just a moment with you.
Mom, I Love You!
I will never tire of saying it
and the memory of you alone is my strength
Mom, My Life
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Bonjour à tous,
Aujourd'hui, notre poème invité est dédié à nos mamans, à l'approche des fêtes.
Un poème d'Eleonora nous offre une tendre déclaration à nos mamans, et je le partage de tout cœur.
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À MON AMOUR INFINI
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Maman, cela fait des années que tu m'as quittée,
même si pour moi… ce ne sont que des minutes.
Maman, tu étais la lumière de mes yeux,
Joie, Amour et Vie…
Mon univers !
Ton absence laisse un vide immense,
et jour après jour…
Tu me manques de plus en plus,
ma vie n'a plus de sens.
Je ne sais plus quoi faire,
mon cœur semble s'arrêter.
Aujourd'hui, c'est ta fête.
Si seulement tu étais là, je donnerais ma vie,
ne serait-ce que pour un instant avec toi.
Maman, je t'aime !
Je ne me lasserai jamais de le dire,
et le souvenir de toi seul est ma force.
Maman, ma vie.
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Natalia Castelluccio 
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martedì 10 febbraio 2026

POESIA – RAGAZZO MIO – IN RADIO : UNA VOCE PER UN AIUTO (ITA-ENG-FRA)

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https://youtu.be/rF_4ymL5k94?feature=shared
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POESIA IN RADIO
– RAGAZZO MIO –
DI NATALIA CASTELLUCCIO
RADIO UNA VOCE PER UN AIUTO
DI DORA MILLACI
DECLAMATA DA GIAN GIACOMO DELLA PORTA 
LINK ORIGINALE :

https://www.youtube.com/watch?v=Du_iaX9g-9w

Al Minuto 7,40 al 7,58
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RAGAZZO MIO
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Ragazzo,il tempo è ora
è qui l’ora della vita
e il viaggio comincia
è lungo…medita.

Là,dove l’amore vive
la vita si riflette
La mente si completa
e il ciclo perpetua.
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MY BOY
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Boy, the time is now
the hour of life is here
and the journey begins
it is long…meditate.

There,where love lives
life is reflected
The mind is completed
and the cycle perpetuates.
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MON GARÇON
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Mon garçon, le moment est venu
L’heure de la vie est arrivée
Et le voyage commence
Il est long… médite.

Là, où l’amour vit
La vie se reflète
L’esprit est accompli
Et le cycle se perpétue.
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Natalia Castelluccio 
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venerdì 6 febbraio 2026

MUSICA: E TI VENGO A CERCARE - Franco Battiato (ITA-ENG-FRA)

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E TI VENGO A CERCARE
Franco Battiato 
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E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza
Questo sentimento popolare
Nasce da meccaniche divine
Un rapimento mistico e sensuale
Mi imprigiona a te
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
Fare come un eremita
Che rinuncia a sé
E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici
Questo secolo oramai alla fine
Saturo di parassiti senza dignità
Mi spinge solo ad essere migliore
Con più volontà
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
Cercare l'uno al di sopra del bene e del male
Essere un'immagine divina
Di questa realtà
E ti vengo a cercare
Perché sto bene con te
Perché ho bisogno della tua presenza
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AND I COME LOOKING FOR YOU
Franco Battiato 
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And I come looking for you
Even just to see you or talk
Because I need your presence
To better understand my essence
This popular feeling
Born from divine mechanics
A mystical and sensual rapture
It imprisons me to you
I should change the object of my desires
Not settle for small daily joys
Be like a hermit
Who renounces himself
And I come looking for you
Under the pretext of having to talk to you
Because I like what you think and say
Because I see my roots in you
This century now at its end
Full of parasites without dignity
It only pushes me to be better
With more willpower
Emancipate myself from the nightmare of passions
Seeking the one above good and evil
Being a divine image
Of this reality
And I come looking for you
Because I feel good with you
Because I need your presence
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ET JE VAIS TE CHERCHER
Franco Battiato 
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Et je viens te chercher
Ne serait-ce que pour te voir ou te parler
Car j'ai besoin de ta présence
Pour mieux comprendre mon essence
Ce sentiment si répandu
Né d'une mécanique divine
Une extase mystique et sensuelle
Il m'emprisonne auprès de toi
Je devrais changer l'objet de mes désirs
Ne pas me contenter des petits plaisirs quotidiens
Être comme un ermite
Qui se renonce
Et je viens te chercher
Sous prétexte de devoir te parler
Car j'aime ce que tu penses et dis
Car je vois mes racines en toi
Ce siècle, maintenant à sa fin
Plein de parasites sans dignité
Il ne fait que me pousser à être meilleur
Avec plus de volonté
M'émanciper du cauchemar des passions
Rechercher ce qui est au-dessus du bien et du mal
Être une image divine
De cette réalité
Et je viens te chercher
Car je me sens bien avec toi
Car j'ai besoin de ta présence
.
Natalia Castelluccio 
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mercoledì 4 febbraio 2026

TAUTOGRAMMA SILLABICO (ITA-ENG-FRA)

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TAUTOGRAMMA SILLABICO 
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PAre POssiamo PEnsare...
POtenzialmente POtremmo:
PArlare PAzientemente  
POssibilmente PAttuire PAce 
POrtare POesia  
PAcare PAure
PIanificare PIacere 
PArtire PEr POsti, PAesaggi Particolari
PEr POter PAdroneggiare PIù POsitività 
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SYLLABIC TAUTOGRAM
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We seem to be able to think...
We could potentially:
Speak patiently
Possibly achieve peace
Bring poetry
Calm fears
Plan pleasure
Leave for special places and landscapes
To be able to master more positivity
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TAUTOGRAMME SYLLABIQUE
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Il semble que nous soyons capables de penser…
Nous pourrions potentiellement :
Parler patiemment
Atteindre la paix
Apporter de la poésie
Apaiser les craintes
Planifier des moments de plaisir
Partir vers des lieux et des paysages exceptionnels
Cultiver davantage de positivité
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Natalia Castelluccio 
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sabato 31 gennaio 2026

LIBRI: "Lascio che la vita faccia da sé..." E "Quello che rimane di una donna felice..." Natalia Castelluccio (ITA-ENG-FRA)

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❤️”Lascio che la vita faccia da sé…”
Natalia Castelluccio

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❤️"Quello che rimane di una donna felice..." 
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mercoledì 28 gennaio 2026

VITA MERAVIGLIOSA O DATURA PATRIZIA CAVALLI ED IO (ITA-ENG-FRA)

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VITA MERAVIGLIOSA O DATURA
PATRIZIA CAVALLI ED IO 
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Schiavi! Maledettamente succubi...
Di ubbidienza biologica cieca e credente.
Felici loro di essere quel che sono...
...Il felice esser niente... prigionieri della mente. 
Fermi! Scivolo la dove la libertà è di casa...
Nel sonno, ove si può essere quel che si è 
Decidere liberamente ciò che accadrà e...
Scegliere quale via il cuore percorrerà.
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WONDERFUL LIFE OR DATURA
PATRIZIA CAVALLI AND ME
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Slaves! Damned slaves...
Of blind and believing biological obedience.
Happy to be what they are...
...Happy being nothing... prisoners of the mind.
Stop! I slip where freedom is at home...
Into sleep, where one can be what one is
Freely decide what will happen and...
Choose which path the heart will take.
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LA VIE MERVEILLEUSE OU DATURA
PATRIZIA CAVALLI ET MOI
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Esclaves ! Maudits esclaves…
D’une obéissance biologique aveugle et crédule.
Heureux d’être ce qu’ils sont…
…Heureux de n’être rien… prisonniers de leur esprit.
Stop ! Je me glisse là où la liberté est chez elle…
Dans le sommeil, où l’on peut être ce que l’on est
Décider librement de ce qui arrivera et…
Choisir le chemin que prendra le cœur.
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Natalia Castelluccio 
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martedì 20 gennaio 2026

PREFAZIONE LIBRO:"Quello che rimane di una donna felice..." DI BRUNO NAVONI (ITA-ENG-FRA)

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PREFAZIONE DEL MIO LIBRO 
Quel che rimane di una donna felice... 
DI BRUNO NAVONI 
Che cos’è una Prefazione? L’invito alla lettura di un autore, è come dire: ascolta questa voce. Dare quindi la parola al vero contenuto del testo. A chi l’ha scritto. E con Natalia è come fare una chiacchierata. Perché? Perché il suo stile comunicativo è quello che si crea durante l’interazione fra amici. Opinione personale, via, ma in tutto quel che scrive è come se ti dicesse: siediti, mettiti comodo (che poi a volte comodo è eccessivo, visto che ti può far scattare dalla poltrona): ti racconto alcune cose mie. Magari ti piaceranno, magari no, ma io questa sono. E cominciate, quasi da subito, ad accorgervi che Natalia vi ha teso un tranello: quella poltrona non è sempre comodissima. 
I temi delle poesie sono suggeriti a Natalia da tre divinità che lei si porta dentro: quella del cuore, quella della testa, quella della voce. (E’ stato detto da altri e per altri, ma calza bene anche in questo caso). Comunque, con la prima ti racconta i moti dell’anima, si affida alla seconda per destabilizzare le convenzioni, e con la terza traduce tutto con un linguaggio semplice e diretto. Ok, che suono ha quella voce? Il suono del dolore e il suono della gioia. Ognuno di noi sa del dolore e della gioia, vero, ma Natalia li sa pure raccontare in un modo particolare: ha trovato un modo diretto per parlarvene: e che vive sull’importanza della naturalità quotidiana delle parole, del loro valore coinvolgente, insomma un benevolo sequestro linguistico.
La sua poesia è come il cibo del giorno. Che si mangia oggi? Ah, sì, e che faccio dopo? Oggi Voglio guardare il cielo, e…e quindi? Ecco:
Voglio liberamente volare e
l’aria pura respirare.
Voglio guardare il cielo
Voglio visitare la casa del vento e
assistere alla nascita del bel tempo.
Voglio guardare il cielo
Voglio immaginare, fantasticare e
e ancora, ancora più forte, sperare.
Ecco che fa oggi Natalia. Domani? Domani non ci voglio pensare, ti dice, e te lo dice in sei versi che portano come titolo Il Domani, ma che include l’invito a tenerlo lontano. Certo che il domani arriverà: bene, io ci sarò. Accogliente, se sarà il caso, magari un po’ chiusa se capiterà così, mai però indifferente, perché la vita è qui ed ora.
Non solo, ma può anche essere tutto falso e te lo dice apertamente nella chiusa di Tu, scritta all’inizio di quest’anno:
(…)
Accarezzami
anche se non mi ami
Accarezzami
anche se non è vero
C’è illusione? Disillusione? Le due cose insieme. Ma accarezzami, e mi basterà. Sembra anticipare un tema importante affrontato dalla Postorino in Mi limitavo ad amare te. Come si legge nella quarta di copertina: “…indagare le nostre questioni private, quelle che finiscono per occupare il centro dei pensieri e delle azioni degli esseri umani anche nel bel mezzo dei rivolgimenti storici più scioccanti”.
Forse non è corretto affermare che Natalia Castelluccio anticipa, forse scorre meglio se si dice chela poesia di Natalia continua…tiene vivo il bisogno di riconoscere se stessi dentro miliardi di voci e milioni di conflitti. È la nostra vita privata che deve resistere alle prove con tutto ciò che è fuori (e ci minaccia); è la nostra vita privata che ci permette, quando ne è capace, di reggere l’oblio, l’abbandono, il disprezzo o anche semplicemente la nostalgia di ciò che era e che ora…già che ora… chissà! E comunque
…Non voglio essere spettatrice
Ma attrice e insieme artefici
del nostro destino…
E lo dice dichiarando che non può fare altro progetto se non amandoti, in Offrimi il tuo cuore (ultimo dell’anno del 2021).
Ed allora il tema dell’amore che travolge, gratifica, offende, delude, e lascia sfiniti. S’è scritto tanto dell’amore. Tantissimo, e su ogni argomento appena citato si son fatte carriere illustri. Ottimi scritti, poesie, saggi, romanzi, dibattiti, e si potrebbe affermare (prendendo a prestito le parole di Gabriella Turanturi, dal suo bellissimo Immaginazione sociologica e immaginazione letteraria, dove, secondo l’autrice, e anche secondo chi scrive, esiste un primato della seconda sulla prima, ed è ciò che potremmo definire il paradosso letterario) che “…nella letteratura non vengono mai presentati in astratto i temi della vita, ma interpretati da questo o quel personaggio, da un individui che, benché frutto di immaginazione, ci si presenta come reale. L’emarginazione, ad esempio, diventa la storia di quel particolare emarginato; l’ingiustizia è la storia di quell’individuo preciso che subisce l’ingiustizia…eccetera…e quindi l’immaginazione letteraria induce a una individualizzazione di questioni che rimarrebbero astratte”…come lo sono nel linguaggio della sociologia, aggiunta personale al testo.
Ecco quindi la poesia di Natalia:
Sono ciò che rimane di una donna felice
Quando la vita ti regala l’amore vero
con tanta generosità
e poi…
questo amore te lo toglie senza avere pietà
Ciò che resta di te è solo
un’interezza di ricordi
e briciole di serenità.
Anelo a ciò che non ritornerà più e
ansimo per un desiderio non manifesto.
Sono ciò che rimane di una donna felice.
Qui le parole si fanno persona, e non ipotesi sociali, pure nobili, ma da costruire sulle cifre e poi da verificare con un lungo processo di validazione.
Le parole della poesia, e nello specifico, quelle di Natalia, non lasciano scampo ad elaborazioni astratte.
E poi c’è il dolore. Quello grande della solitudine. Quello incolmabile delle perdite. Ma non esiste mai in Natalia la rinuncia, anche se sa di essere in qualche modo su una strada che non ti risparmia più nulla. Lo dice bene così:
Le ali
sono pesanti che non so più volare
e mi trascino a fatica da non poter più vedere.
Testa bassa
mangio con gli occhi il nero dell’asfalto
senza rialzare lo sguardo né il petto.
(…)
E la chiusa straordinaria:
Occhi grandi
pieni di lacrime e senza speranza
Ecco l’urlo di un Clochard. Che è un po’ la voce di qualsiasi poeta in cerca di un fratello. Ché di questo vivono i poeti: sentire che esiste ancora qualcuno che ti prende per mano, e ti accompagna…ti accompagna ancora per un po’, quanto basta per cogliere il tuo ultimo battito di ciglia.
(p.s.)
Magari il lettore potrebbe anche pensare che questa prefazione è breve. Ha pensato bene. Ma…ma la funzione di un prefatore è un po’ come quella di una guida turistica. E cioè? Aprirvi la porta su una particolare ricchezza. Ecco, il patrimonio però non sta nelle cose di chi vi dice: ‘guardate là’, ma in ciò che là troverete…e quel che troverete dipenderà anche un po’ da voi.
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PREFACE OF MY BOOK
What remains of a happy woman...
BY BRUNO NAVONI
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What is a Preface? An invitation to read an author is like saying: listen to this voice. Then give the floor to the true content of the text. To whoever wrote it. And with Natalia it's like having a chat. Why? Because his communication style is the one created during interactions between friends. Personal opinion, come on, but in everything he writes it's as if he's telling you: sit down, make yourself comfortable (which sometimes comfortable is excessive, given that it can make you jump out of your armchair): I'll tell you some things of mine. Maybe you'll like them, maybe you won't, but that's who I am. And you begin, almost immediately, to realize that Natalia has set a trap for you: that armchair isn't always very comfortable.
The themes of the poems are suggested to Natalia by three divinities that she carries within: that of the heart, that of the head, that of the voice. (It has been said by others and for others, but it fits well in this case too). However, with the first he tells you the movements of the soul, he relies on the second to destabilize conventions, and with the third he translates everything with simple and direct language. Okay, what does that voice sound like? The sound of pain and the sound of joy. Each of us knows about pain and joy, true, but Natalia also knows how to tell them in a particular way: she has found a direct way to talk to you about them: and which lives on the importance of the daily naturalness of words, of their engaging value, in short a benevolent linguistic seizure.
His poetry is like the food of the day. What are we eating today? Ah, yes, and what do I do next? Today I want to look at the sky, and...so what? Here you are:
I want to freely fly and
breathe pure air.
I want to look at the sky
I want to visit the house of the wind and
witness the birth of good weather.
I want to look at the sky
I want to imagine, fantasize and
and again, even stronger, to hope.

Here's what Natalia is doing today. Tomorrow? I don't want to think about it tomorrow, he tells you, and he tells you in six verses which bear the title Tomorrow, but which includes the invitation to keep him away. Of course tomorrow will come: good, I'll be there. Welcoming, if necessary, perhaps a little closed if it happens like this, but never indifferent, because life is here and now.
Not only that, but it can also all be false and he tells you this openly in the end of Tu, written at the beginning of this year:

(…)
Caress me
even if you don't love me
Caress me
even if it's not true

Is there an illusion? Disillusionment? The two things together. But caress me, and that will be enough for me. It seems to anticipate an important theme addressed by Postorino in I limited myself to loving you. As we read on the back cover: "...investigate our private questions, those that end up occupying the center of the thoughts and actions of human beings even in the midst of the most shocking historical upheavals."
Perhaps it is not correct to say that Natalia Castelluccio anticipates, perhaps it flows better if it is said that Natalia's poetry continues... it keeps alive the need to recognize oneself within billions of voices and millions of conflicts. It is our private life that must withstand the tests of everything that is outside (and threatens us); it is our private life that allows us, when it is capable of it, to withstand oblivion, abandonment, contempt or even simply nostalgia for what was and what time... yes, what time... who knows! And in any case

…I don't want to be a spectator
But an actress and creators at the same time
of our destiny...

And he says it by declaring that he cannot make any other plan other than loving you, in Offer me your heart (New Year's Eve 2021).

And then the theme of love that overwhelms, gratifies, offends, disappoints, and leaves you exhausted. Much has been written about love. A lot, and illustrious careers have been made on each topic just mentioned. Excellent writings, poems, essays, novels, debates, and one could say (borrowing the words of Gabriella Turanturi, from her beautiful Sociological Imagination and Literary Imagination, where, according to the author, and also according to the writer, there is a primacy of the second on the first, and it is what we could define as the literary paradox) that "...in literature the themes of life are never presented in the abstract, but interpreted by this or that character, by an individual who, although the fruit of imagination, gives us It presents itself as real. Marginalization, for example, becomes the story of that particular marginalized person; injustice is the story of that specific individual who suffers the injustice...etc....and therefore the literary imagination leads to an individualization of issues that would remain abstract"...as they are in the language of sociology, a personal addition to the text.

So here is Natalia's poem:

I am what remains of a happy woman
When life gives you true love
with such generosity
and then…
He takes this love away from you without mercy
What's left of you is alone
an entirety of memories
and crumbs of serenity.
I long for what will never return and
I gasp for an undisclosed desire.
I am what remains of a happy woman.

Here words become a person, and not social hypotheses, noble as they are, but to be built on figures and then verified with a long validation process.
The words of the poem, and specifically, those of Natalia, leave no room for abstract elaborations.

And then there is the pain. The great one of loneliness. The unbridgeable loss. But giving up never exists in Natalia, even if she knows she is somehow on a path that no longer spares you anything. He says it well like this:

Wings
they are so heavy that I no longer know how to fly
and I drag myself so hard that I can no longer see.
Head down
I eat the black asphalt with my eyes
without raising your gaze or your chest.

(…)

And the extraordinary ending:

Big eyes
full of tears and without hope
Here is the scream of a Clochard. Which is a bit like the voice of any poet looking for a brother. Because this is what poets live for: feeling that there is still someone who takes you by the hand, and accompanies you... accompanies you for a while longer, just enough to catch your last blink of an eye.
(p.s.)
Perhaps the reader might even think that this preface is short. He thought well. But...but the function of a preface is a bit like that of a tourist guide. And that is? Open the door to a particular wealth. Well, the heritage, however, does not lie in the things of those who tell you: 'look there', but in what you will find there... and what you will find will also depend a little on you.
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PRÉFACE DE MON LIVRE
Que reste-t-il d'une femme heureuse...
PAR BRUNO NAVONI
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Qu'est-ce qu'une préface ? Inviter à lire un auteur, c'est comme dire : écoutez cette voix. Donnez ensuite la parole au véritable contenu du texte. À celui qui l'a écrit. Et avec Natalia, c'est comme discuter. Pouquoi? Parce que son style de communication est celui créé lors des interactions entre amis. Avis personnel, allez, mais dans tout ce qu'il écrit, c'est comme s'il vous disait : asseyez-vous, installez-vous confortablement (ce qui est parfois excessif, étant donné que cela peut vous faire sauter de votre fauteuil) : je vais vous en dire mes choses. Peut-être que vous les aimerez, peut-être pas, mais c'est qui je suis. Et vous commencez presque immédiatement à comprendre que Natalia vous a tendu un piège : ce fauteuil n'est pas toujours très confortable.
Les thèmes des poèmes sont suggérés à Natalia par trois divinités qu'elle porte en elle : celle du cœur, celle de la tête, celle de la voix. (Cela a été dit par d'autres et pour d'autres, mais cela convient aussi dans ce cas). Cependant, avec le premier il raconte les mouvements de l'âme, il s'appuie sur le second pour déstabiliser les conventions, et avec le troisième il traduit tout avec un langage simple et direct. D'accord, à quoi ressemble cette voix ? Le son de la douleur et le son de la joie. Chacun de nous connaît la douleur et la joie, c'est vrai, mais Natalia sait aussi les raconter d'une manière particulière : elle a trouvé une manière directe de vous en parler : et qui vit de l'importance du naturel quotidien des mots, de leur valeur engageante, bref une saisie linguistique bienveillante.
Sa poésie est comme la nourriture du jour. Que mange-t-on aujourd'hui ? Ah oui, et que dois-je faire ensuite ? Aujourd'hui, je veux regarder le ciel, et... et alors ? Voici:
Je veux voler librement et
respirer de l'air pur.
Je veux regarder le ciel
Je veux visiter la maison du vent et
assistez à la naissance du beau temps.
Je veux regarder le ciel
Je veux imaginer, fantasmer et
et encore, plus fort encore, espérer.

Voici ce que fait Natalia aujourd'hui. Demain? Je ne veux pas y penser demain, vous dit-il, et il vous le raconte en six vers qui portent le titre Demain, mais qui comportent l'invitation à l'éloigner. Bien sûr, demain viendra : bien, je serai là. Accueillant, s'il le faut, peut-être un peu fermé si cela se passe ainsi, mais jamais indifférent, car la vie est ici et maintenant.
Non seulement cela, mais tout cela peut aussi être faux et il vous le dit ouvertement à la fin de Tu, écrit au début de cette année :

(…)
Caresse-moi
même si tu ne m'aimes pas
Caresse-moi
même si ce n'est pas vrai

Y a-t-il une illusion ? Désillusion? Les deux choses ensemble. Mais caresse-moi, et cela me suffira. Il semble anticiper un thème important abordé par Postorino dans Je me suis limité à t'aimer. Comme on peut le lire au dos de la couverture : "...enquêtez sur nos questions privées, celles qui finissent par occuper le centre des pensées et des actions des êtres humains, même au milieu des bouleversements historiques les plus choquants."
Il n'est peut-être pas exact de dire que Natalia Castelluccio anticipe, peut-être que cela coule mieux si l'on dit que la poésie de Natalia continue... elle maintient vivant le besoin de se reconnaître parmi des milliards de voix et des millions de conflits. C'est notre vie privée qui doit résister aux épreuves de tout ce qui est extérieur (et nous menace) ; c'est notre vie privée qui nous permet, quand elle en est capable, de résister à l'oubli, à l'abandon, au mépris ou même simplement à la nostalgie de ce qui fut et à quelle heure... oui, à quelle heure... qui sait ! Et en tout cas

…Je ne veux pas être un spectateur
Mais actrice et créatrice à la fois
de notre destin...

Et il le dit en déclarant qu'il ne peut faire d'autre projet que de t'aimer, dans Offre-moi ton cœur (Réveillon 2021).

Et puis le thème de l’amour qui bouleverse, gratifie, offense, déçoit et laisse épuisé. On a beaucoup écrit sur l'amour. De nombreuses et illustres carrières ont été réalisées sur chacun des sujets que nous venons de mentionner. Excellents écrits, poèmes, essais, romans, débats, et on pourrait dire (en empruntant les mots de Gabriella Turanturi, de sa belle Imagination Sociologique et Imagination Littéraire, où, selon l'auteur, et aussi selon l'écrivain, il y a une primauté du second sur le premier, et c'est ce qu'on pourrait définir comme le paradoxe littéraire) que "... dans la littérature les thèmes de la vie ne sont jamais présentés de manière abstraite, mais interprétés par tel ou tel personnage, par un individu qui, bien que le fruit de l'imagination nous le donne Il se présente comme réel. La marginalisation, par exemple, devient l’histoire de cette personne marginalisée en particulier ; L'injustice est l'histoire de cet individu spécifique qui subit l'injustice... etc... et donc l'imagination littéraire conduit à une individualisation de problèmes qui resteraient abstraits "... comme ils le sont dans le langage de la sociologie, une ajout au texte.

Voici donc le poème de Natalia :

Je suis ce qui reste d'une femme heureuse
Quand la vie te donne le véritable amour
avec une telle générosité
et puis…
Il t'enlève cet amour sans pitié
Ce qui reste de toi est seul
tout un souvenir
et des miettes de sérénité.
J'aspire à ce qui ne reviendra jamais et
J'ai le souffle coupé par un désir non divulgué.
Je suis ce qui reste d'une femme heureuse.

Ici les mots deviennent une personne, et non des hypothèses sociales, aussi nobles soient-elles, mais à construire sur des chiffres puis à vérifier par un long processus de validation.
Les paroles du poème, et plus particulièrement celles de Natalia, ne laissent aucune place aux élaborations abstraites.


Et puis il y a la douleur. Le grand de la solitude. La perte insurmontable. Mais l'abandon n'existe jamais chez Natalia, même si elle sait qu'elle est en quelque sorte sur un chemin qui ne vous épargne plus rien. Il le dit bien ainsi :

Ailes
ils sont si lourds que je ne sais plus voler
et je me traîne si fort que je ne vois plus.
Tête baissée
Je mange l'asphalte noir avec mes yeux
sans lever le regard ni la poitrine.

(…)

Et la fin extraordinaire :

Gros yeux
plein de larmes et sans espoir
Voici le cri d'un Clochard. C’est un peu la voix de n’importe quel poète qui cherche un frère. Car c'est pour cela que vivent les poètes : sentir qu'il y a encore quelqu'un qui vous prend par la main, et qui vous accompagne... vous accompagne encore un moment, juste le temps d'entendre votre dernier clin d'œil.
(ps.)
Peut-être même le lecteur pourrait-il penser que cette préface est courte. Il a bien pensé. Mais... mais la fonction d'une préface, c'est un peu celle d'un guide touristique. Et c'est? Ouvrez la porte à une richesse particulière. Eh bien, le patrimoine pourtant n'est pas dans les choses de ceux qui vous disent : « regardez là-bas », mais dans ce que vous y trouverez... et ce que vous y trouverez dépendra aussi un peu de vous.

mercoledì 14 gennaio 2026

POESIA OSPITE: L'AMORE CHE FA UNA MAMMA DI SAL LEON (ITA-ENG-FRA)

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L’AMORE CHE FA UNA MAMMA
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La festa della Mamma,
un giorno che spesso dimentica l’anima
di chi non ha partorito, ma ha amato lo stesso,
con mani leggere e cuore complesso.
Si celebrano spesso soltanto le culle,
ma l’amore di madre ha mille sfumature,
vive in chi ha accolto un nipote,
in chi ha asciugato lacrime mute,
in chi ha offerto carezze e premure
al figlio di un’amica, di un fratello,
senza sangue in comune, ma amore bello.
Per questo oggi dico tanti auguri
a tutte le Mamme che meritano il nome,
non per un grembo, ma per un cuore
che ha saputo dare senza clamore.
Perché Mamma è chi ama,
chi accoglie, chi ascolta,
chi stringe forte anche senza una colpa.
Non serve un parto per generare,
basta il coraggio di amare.
E in particolare, un grazie profondo
alle mie Mamme — sì, più d’una nel mio mondo 
che mi hanno dato amore ogni giorno,
che mi hanno fatto sentire al sicuro,
che mi hanno insegnato che “Mamma” è un dono,
non un titolo, ma un cuore che vive nel suono.
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THE LOVE THAT MAKES A MOTHER
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Mother's Day,
a day that often forgets the soul
of those who didn't give birth, but loved anyway,
with light hands and a complex heart.
Often only cradles are celebrated,
but a mother's love has a thousand shades,
it lives in those who welcomed a grandchild,
in those who dried silent tears,
in those who offered caresses and attention
to the child of a friend, a brother,
without blood in common, but a beautiful love.
That's why today I wish happy birthday
to all the Mothers who deserve the name,
not for a womb, but for a heart
that knew how to give without fanfare.
Because Mother is someone who loves,
who welcomes, who listens,
who holds tightly even without guilt.
You don't need a birth to generate,
all you need is the courage to love.
And especially, a deep thank you
to my Moms—yes, more than one in my world
who gave me love every day,
who made me feel safe,
who taught me that "Mom" is a gift,
not a title, but a heart that lives in sound.
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L'AMOUR QUI FAIT UNE MÈRE
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La fête des Mères,
un jour qui oublie souvent l'âme
de celles qui n'ont pas donné la vie, mais qui ont aimé malgré tout,
avec douceur et un cœur profond.
On ne célèbre souvent que les berceaux,
mais l'amour maternel a mille nuances,
il vit dans celles qui ont accueilli un petit-enfant,
dans celles qui ont essuyé des larmes silencieuses,
dans celles qui ont offert caresses et attention
à l'enfant d'un ami, d'un frère,
sans lien de sang, mais avec un amour profond.
C'est pourquoi aujourd'hui je souhaite un joyeux anniversaire
à toutes les Mères qui méritent ce nom,
non pas pour un ventre, mais pour un cœur
qui a su donner sans ostentation.
Car une Mère est celle qui aime,
qui accueille, qui écoute,
qui serre fort sans culpabilité.
Nul besoin de donner la vie,
il suffit d'avoir le courage d'aimer. Et surtout, un immense merci
à mes mamans — oui, plusieurs dans ma vie
qui m'ont donné de l'amour chaque jour,
qui m'ont fait me sentir en sécurité,
qui m'ont appris qu'être « maman » est un cadeau,
non pas un titre, mais un cœur qui vibre de bonté.
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Natalia Castelluccio 
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sabato 10 gennaio 2026

UNA NUOVA FAMIGLIA DA ABBRACCIARE! PARTE TRE (ITA-ENG-FRA)

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UNA NUOVA FAMIGLIA DA ABBRACCIARE!
PARTE TRE
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Questa volta andrò sul personale:
Una nuova famiglia da abbracciare o
una nuova delusione da collezionare?
Tra tanti colori, grembiuli e cappelli...
Non tutti sono preziosi come gioielli.
Ci sono persone dal cuore d'oro 
e quelli che le cattiverie le fanno in coro.
Tra turni, pulizie,recensioni e comandi...
"Ma, io qui che ci faccio?" Ti domandi!
Ebbene sì,ci sono... eccomi qua'...
Una nuova porta che voglio spalancà,
Ma, chi non vuole e chi me lo permetterà?
Il problema è tutto nelle parole,qualcuno dice,
...Quelle date e non mantenute... le sue...
...Quelle pensate e non dette... le mie... 
...Quelle sentite e non vere... le loro...
Tutto e niente, tutti e nessuno 
Una nuova famiglia da abbracciare...
da lasciare,da dimenticare... 
...Ma, certo si da... continuare!!!
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A NEW FAMILY TO HUG!
PART THREE
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This time I'll get personal:
A new family to hug or
a new disappointment to collect?
Among so many colors, aprons, and hats...
Not all are as precious as jewels.
There are people with hearts of gold
and those who do mean things in unison.
Among shifts, cleaning, reviews, and orders...
"But, what am I doing here?" You ask yourself!
Well, yes, I am... here I am...
A new door that I want to open wide,
But who doesn't want it, and who will let me?
The problem is all in the words, some say,
...Those given and not kept... his...
...Those thought and unsaid... mine...
...Those felt and not true... theirs...
Everything and nothing, everyone and no one
A new family to embrace...
to leave, to forget...
...But, of course, to... continue!!!
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UNE NOUVELLE FAMILLE À SERRE DANS SES BRAS !
TROISIÈME PARTIE
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Cette fois, je vais me confier :
Une nouvelle famille à serrer dans ses bras ou
une nouvelle déception à collectionner ?
Parmi tant de couleurs, de tabliers et de chapeaux…
Tous ne sont pas aussi précieux que des joyaux.
Il y a des gens au cœur d’or
et ceux qui agissent de concert pour le mal.
Entre les quarts de travail, le ménage, les évaluations et les commandes…
« Mais que fais-je ici ? » vous demandez-vous 
Eh bien, oui, je suis là… me voilà…
Une nouvelle porte que je veux ouvrir en grand,
Mais qui n’en veut pas, et qui me le permettra ?
Le problème réside dans les mots, disent certains,
…Ceux donnés et non gardés… les siens…
…Ceux pensés et non dits… les miens…
…Ceux ressentis et non vrais… les leurs…
Tout et rien, tout le monde et personne
Une nouvelle famille à embrasser…
à quitter, à oublier…
…Mais, bien sûr, à… continuer!!!
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Natalia Castelluccio 
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PREFAZIONE LIBRO: "Lascio che la vita faccia da sé..." DI BRUNO NAVONI (ITA-ENG-FRA)

. . PREFAZIONE LIBRO: "Lascio che la vita faccia da sé..." DI BRUNO NAVONI  . Sono vari i modi di leggere ...